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News : Carovana delle Alpi 2010: assegnate le Bandiere verdi e Bandiere nere
Inviato il 30/7/2010 13:52:18 (171 letture)

Due bandiere nere e due verdi per denunciare la cementificazione e per segnalare le buone pratiche sulle Orobie bergamasche. Sono questi alcuni tra i riconoscimenti che saranno assegnati nell’ambito della IX edizione della Carovana delle Alpi, la campagna nazionale di Legambiente, realizzata in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che ogni anno effettua il “check up” delle nostre montagne. Da oggi, infatti, la Carovana inizia il suo viaggio, invitando tutti i cittadini a partecipare ai trekking che fino ad ottobre si svolgeranno lungo tutto l’arco alpino. La spedizione, oltre a consegnare le bandiere nelle mani degli interessati, continuerà a raccogliere segnalazioni, denunce di degrado, ma anche ad accendere i riflettori sulle possibilità di turismo sostenibile in montagna.

Due ferite aperte si registrano sull’arco prealpino della nostra provincia: Foppolo e Castione della Presolana. Le motivazioni delle BANDIERE NERE riguardano principalmente lo sfrenato consumo di suolo e progettazioni dissennate in aree già altamente edificate. Nel dettaglio:

COMUNE DI CASTIONE DELLA PRESOLANA

Motivazioni: per il perseguimento di una linea politica di gestione del territorio improntata a un forte consumo di suolo a fini edilizi e speculativi tramite l’adozione di un PGT che prevede circa 300.000 mc di aree edificabili.

Descrizione:
Castione della Presolana è un comune di 3482 abitanti (indice Istat 01/01/10), posto alle pendici del massiccio della Presolana, in una zona di grande interesse paesaggistico. Grazie agli afflussi turistici in costante aumento registrati negli ultimi decenni e tradottisi in un forte impulso allo sviluppo di seconde case, questo comune ha subìto un intenso processo di antropizzazione difficilmente sostenibile.
Il dossier della Carovana delle Alpi 2009 “Cemento d’alta quota”, mette bene in evidenza questo aspetto sottolineando come Castione della Presolana si trovi al primo posto nella classifiche dei comuni lombardi e al quarto posto nell’ambito delle sei regioni che si affacciano nell’arco alpino per il numero di seconde case (6102, pari all'82,64% del totale delle abitazioni).
In occasione della recente stesura del Documento di Piano, l’amministrazione di Castione della Presolana sembra prendere atto di tale situazione laddove dichiara che “L’obiettivo di piano è quello del recupero e ristrutturazione del patrimonio immobiliare esistente come alternativa al consumo di suolo” e che “Le azioni da prevedersi sono un’edificazione attenta al carattere del paesaggio, favorire la polarizzazione degli insediamenti e la conservazione del patrimonio edilizio di interesse storico, architettonico e paesaggistico costituito dalla cascine del territorio”.
Di fatto, però, il PGT in via di adozione prevede un consumo di suolo pari a 227.029 mq, di cui 160.000 in aggiunta al precedente P.R.G. comportando:
• la compromissione degli elementi di pregio dei nuclei storici dovuta all’aumento delle opere realizzabili al loro interno;
• l'alterazione irrimediabile delle caratteristiche storiche e paesaggistiche della località Rusio che vedrebbe raddoppiare la superficie edificabile in un colpo solo;
• l’aumento del rischio di dissesto idrogeologico conseguente all’interessamento di aree non propriamente adatte all’edificazione;
• la lievitazione dei costi di gestione dei servizi necessari alle nuove aree (ricordando che, già nella situazione attuale, nel comune di Castione della Presolana, risulta una media di 2,24 abitazioni per abitante).
In definitiva, l’aspetto più grave dell’indirizzo perseguito dall’amministrazione è l’ostinazione a inseguire un modello di sviluppo basato sul consumo delle risorse e potenzialità del territorio, invece di investire nell’edilizia sostenibile e nella promozione di un turismo improntato al rispetto e alla valorizzazione delle caratteristiche precipue dell’ambiente montano.


COMUNE DI FOPPOLO

Motivazioni: sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Foppolo continua a voler crescere con un modello di sviluppo ambientalmente, economicamente e socialmente insostenibile

Descrizione:
Foppolo è un piccolo comune di 208 abitanti in alta Val Brembana, nel parco delle Orobie Bergamasche. Storica località di turismo invernale di massa, con 30 km di piste da sci, 7 alberghi e ben 1524 abitazioni, si è conquistato un posto di tutto rispetto tra le località che hanno sacrificato ogni vocazione turistica all'altare della monocoltura dello sci invernale, ipotecando nel cemento delle seconde case e dei relativi 'letti freddi' ogni ambizione di sviluppare una vera 'industria' dell'accoglienza turistica.
Se gli errori sono sotto gli occhi di tutti, con un turismo che oscilla tra le formule 'mordi e fuggi' e quella 'low cost', un traffico automobilistico infernale e una desolante distesa di seconde case, non si profila nessuna novità nell'idea di futuro abbracciata dagli amministratori. A testimoniarlo è il nuovo piano integrato di intervento, di iniziativa pubblica e gestione privata, che prevede:
• 100 milioni di euro di investimento per costruire un “nuovo villaggio alpino” occupando lo spazio impegnato dagli attuali parcheggi, che dovrebbe essere un falso perfetto, una fedele imitazione di un finto villaggio di casette in stile alpino
• la creazione di un parcheggio multipiano (3 piani) per 1200 posti auto
• 200 nuovi appartamenti, che comporrebbero il villaggio alpino
• 1000 posti letto in 3 alberghi
• una nuova cabinovia da 8 posti con portata oraria di 2800 persone.

Il Comune di Foppolo in primavera ha pubblicato l'avviso per una prima selezione delle società interessate al progetto. In termine tecnico si chiama «manifestazione di interesse». L'operazione prevede l'acquisto del 76,5% delle quote della «Foppolo risorse», società costituita solo dal Comune, con un capitale di diecimila euro e proprietaria dei terreni e del progetto di sviluppo. Il bando comunale, non ancora deciso ma che secondo il sindaco dovrebbe avere tempi molto stretti per 'realizzare', vede il probabile intervento di società private di rilievo nazionale e ben radicate nel mattone, come i gruppi Percassi, la CIR di De Benedetti, Rizzani de Eccher e Petrecca, che hanno manifestato interesse. E che interesse!


Ma Legambiente non si limita alla denuncia. La Carovana, infatti, percorre le Alpi anche alla ricerca di quanti sviluppano progetti di tutela e salvaguardia del territorio, per premiare con le BANDIERE VERDI l’impegno di quanti hanno mosso passi significativi verso uno sviluppo di qualità. Fortunatamente anche nella provincia bergamasca esistono esempi d’eccellenza. Proprio geograficamente accanto alle bandiere nere assegnate:

COOPERATIVA 'DONNE DI MONTAGNA' DI ORNICA

Motivazione: Le 'Donne di Montagna' di Ornica hanno saputo sviluppare un progetto coinvolgente di albergo diffuso e di sviluppo fondato sulla valorizzazione delle risorse culturali ed umane di un territorio montano, reagendo positivamente allo spopolamento di un paese di montagna

Descrizione:
Ornica è un piccolo paese di 210 abitanti (erano 500 nel 1970) al termine di una delle valli laterali della Val Brembana, a 1000 metri di altitudine e distante 50 km da Bergamo. Collocato nel parco Regionale delle Orobie Bergamasche, a ridosso di poli di turismo invernale di massa e di alta densità di speculazione (Foppolo, Piazzatorre, ecc), alle 83 famiglie residenti, a seguito dello spopolamento, fa riscontro una dotazione di ben 285 abitazioni.
E' in questo contesto che ha potuto nascere e svilupparsi l'idea dell'ospitalità diffusa, fatta di accudimento dei luoghi (attraverso un vero e proprio albergo diffuso) ma anche di salvaguardia e recupero delle vecchie abitazioni di residenza così come delle baite estive e dei relativi alpeggi.
Un grande merito deve essere riconosciuto alla straordinaria esperienza di una cooperativa locale di 'Donne di Montagna', nata solo un anno fa, che ha concepito e gestisce un progetto integrato di turismo diffuso che prevede, oltre all'ospitalità nelle 'Cà' del centro storico, un ricco programma di attività: dalle escursioni, anche a dorso d’asino, ai corsi e degustazioni dei prodotti locali, dallo sci d'alpinismo alle attività di turismo scolastico. Notevole la valenza, anche di esperienza didattica, della 'fattoria' adottata dalle scuole: una mini fattoria, una piccola stalla in legno con un’asina, una pecora, una capra orobica, gallo e galline, anatre e conigli, realizzata in località Sirte, raggiungibile in cinque minuti di cammino dalla scuola, attraverso un sentiero opportunamente messo in sicurezza che attraversa il torrente della Val d’Inferno. Ed infatti gli animali sono accuditi e allevati direttamente dai bambini della scuola elementare di Ornica.
Si tratta di un esempio raro, concreto e “vincente” di un nuovo modo di fare turismo montano, un turismo fatto di esperienze e non di semplici consumi, che permette di ricreare economie, socialità e vivibilità in un territorio naturale protetto di alta montagna che rischiava lo spopolamento definitivo e il degrado, puntando sulla qualità, sull’integrazione e sul rispetto delle risorse locali esistenti.

COMUNE DI ROVETTA

Motivazioni: Per le politiche di sostenibilità di un comune che, da anni, applica una convinta pratica di coinvolgimento della popolazione e delle associazioni nella valorizzazione e conservazione del proprio territorio

Descrizione:
Rovetta è un comune con 3906 abitanti posto sull’altopiano clusonese in continua e decisa crescita demografica. Da almeno un decennio, questo comune si distingue per una pratica amministrativa attenta al territorio e capace di coinvolgere numerose associazioni locali nell'animazione del proprio tessuto sociale.
Le attività svolte dall’amministrazione in collaborazione con associazioni ed enti sono tutte unite da un filo conduttore, che è quello di legare l'aggregazione sociale al perseguimento di obiettivi di valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale. La 'Sgambada de Blum', manifestazione sportiva non agonistica realizzata dal gruppo Alpini, ha permesso la valorizzazione del monte Blum; la Camminata alle Malghe, passeggiata conoscitiva sul monte Fogarolo, è promossa con l'ASD San Lorenzo; il consorzio forestale Alpifly è attivo, anche con giornate ecologiche organizzate con le associazioni, nella sistemazione delle strade agrosilvopastorali e nella manutenzione boschiva. L'attenzione al territorio ha permesso a Rovetta di distinguersi nella redazione di studi geologici particolarmente avanzati e approfonditi, nella regolamentazione rigorosa delle strade agrosilvopastorali per impedire la pratica, purtroppo molto diffusa, del fuoristrada, nella sistemazione delle vallette e nella prevenzione del dissesto idrogeologico. Anche in materia di regolamentazione urbanistica Rovetta ha introdotto norme avanzate sulla qualità edilizia, sulla riduzione dei consumi idrici e energetici. Inoltre, e nonostante la forte crescita demografica, il piano urbanistico si è orientato alla 'crescita zero' per quanto riguarda le nuove aree edificabili, per arrestare la proliferazione delle seconde case, e con un attento monitoraggio preventivo dei fabbisogni residenziali per prevenire ogni speculazione, tenuto conto che il territorio montano è in gran parte incluso nel Parco delle Orobie Bergamasche, nonché in siti di interesse comunitario per la conservazione della natura, e che la riqualificazione di baite e malghe rappresenta una opzione perseguita per lo sviluppo di un turismo di qualità. Anche a fondovalle, sono in corso progetti per la tutela e valorizzazione degli spazi utilizzati per la coltivazione di varietà locali e tipiche, in particolare di patata e di mais. Infine, per quanto riguarda le infrastrutture e gli edifici pubblici, il comune ha puntato tutto sulle rinnovabili, dotando le scuole di pannelli fotovoltaici, la piscina di pannelli solari e gli edifici sportivi di centralina a biomassa alimentata grazie ad una filiera del legno avviata all'interno dell'unione dei comuni.

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